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Satu Rämö, Morte nei fiordi: recensione

Buon mese di ottobre ragazze! É il mese autunnale che adoro di più, ci sono ancora alcune belle giornate e non fa troppo freddo, e ci sono dei colori splendidi. Inoltre inizia il periodo della cioccolata calda e dei ricami in casa! A proposito di freddo, oggi vi parlo di un libro che in realtà ho letto quest'estate: lo avevo preso in offerta prima di andare in vacanza (visto il caldo avevo bisogno di ghiaccio). Vi chiederete come mai inserisco un thriller tra i libri che parlano di cucito: semplice, il poliziotto stagista lavora a maglia! E siamo nella fredda Islanda.

Satu Ramo, Morte nei fiordi

Satu Rämö, Morte nei fiordi, Newton Compton, Roma 2025

Tit. orig.: Hildur

Trad. di: Paola Bragaglia 

Genere: thriller

Categoria: maglia

Trama

Hildur è una poliziotta che lavora nel piccolo commissariato di Ísafjörður, al suo fianco c'è lo stagista finlandese Jakob, fresco di accademia dopo aver fatto il professore di biologia, e fresco anche di un doloroso divorzio a causa del quale si è appassionato al lavoro a maglia per non soccombere alla tristezza.

La polizia nei piccoli paesi d'Islanda si occupa di cose tranquille, incidenti, servizi sociali, non è nemmeno armata. Ma un giorno, dopo un'improvvisa valanga, in una delle villette turistiche trovano il cadavere di un noto pedofilo. Non sarà l'unica vittima, ce ne saranno altre due, tra cui il ragazzo di Hildur, e con il primo avranno qualcosa in comune.

Non solo, durante le indagini vengono ritrovati i vestiti e gli zainetti delle sorelle di Hildur scomparse dopo essere andate a scuola vent'anni prima.

Riusciranno a trovare il serial killer prima che ci siano altre vittime?

Commento

Non fatevi ingannare dalla parola thriller, non è sconvolgente e non fa paura, anzi, è quasi più un giallo. A me è piaciuto molto perché descrive perfettamente la vita in Islanda, con i suoi pregi e i suoi difetti, e c'è un rapporto intenso e profondo con la natura, anche quella umana.

Per i tre personaggi principali, i poliziotti del commissariato, si prova subito affetto, simpatia ed empatia per il dolore che si portano dentro a causa di ferite del passato e per la voglia di tornare alla vita.

Needlework Fiction Books

Non avrei mai pensato di trovare in un thriller delle descrizioni così accurate del lavoro a maglia! Jakob impara e inizia a lavorarci dopo il divorzio, per tirarsi su, e si specializza nella produzione dei maglioni islandesi a collo alto, pieni di disegni o di trecce. Ci lavora mentre partecipa alle riunioni e perfino durante i viaggi in pattuglia. La prima cosa che fa quando arriva in paese è cercare una merceria e sarà proprio con la ragazza che vende i gomitoli che intreccerà una nuova relazione.

Note

So che molte di voi lo hanno già letto, se non vi piace il genere ovvio che non vi obbligo, ma l'ho trovato davvero un bel libro, soprattutto da leggere in vacanza. Lo potete trovare nella vostra biblioteca, su mlol, nella libreria preferita oppure online.

Cosa leggerò per il prossimo mese?

Per il primo post del mese di novembre, cambio totalmente genere e vi parlerò di un libro francese che racconta la storia di Franz Reichelt, un sarto che ha cercato di costruire il primo paracadute. Vi metto la trama:
 
Parigi, 4 febbraio 1912. Il giorno è appena sorto, e sotto la Torre Eiffel si è radunata una piccola folla di curiosi e giornalisti. Lassù, in piedi sul parapetto, si staglia contro il cielo la sagoma di un uomo ammantato da una strana imbragatura. È Franz Reichelt, sarto di origine boema e inventore dilettante che, a dispetto degli avvertimenti di chi ha cercato di scoraggiarlo, vuole testare il suo marchingegno: una tuta-paracadute. Sul posto ci sono anche due cineoperatori, chiamati a immortalare la realizzazione di un sogno e che invece consegnano alla Storia la dolente testimonianza di una crudele disfatta. «La prima vittima del cinema» scriverà, anni dopo, François Truffaut. Come alla ricerca di un impossibile appiglio, fra ricostruzione storica e dolorose ferite personali, Étienne Kern indaga nel passato per reinventare il mondo di affetti, esuberanze e ossessioni di Reichelt. Dalla Parigi della Belle Époque a quella di oggi, tra fede nel progresso, febbre del volo e vertigine del disastro, "Il sarto volante" è un inno alla speranza – anche la più folle – e un atto d’amore nei confronti di chi ha fallito.
 
Se vi ispira ne parliamo insieme martedì 3 novembre, vi aspetto!  

Commenti

  1. Ciao Irene, ho letto il libro e mi è piaciuto, l'autrice scrive bene e mi ha fatto conoscere l'Islanda con le sue descrizioni e anche i maglioni islandesi infatti sono andata a cercarli su google e devo dire che sono molto belli. Come hai detto tu non è proprio un thriller ma piuttosto un giallo la cui storia della protagonista mi ha incuriosito parecchio e così mi leggerò anche il secondo. Ti saluto e buona lettura e buon ricamo 🥰

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