Passa ai contenuti principali

Lucia Chacon, Le ragazze dell'atelier: recensione

Buongiorno ragazze e un benvenuto al mese di maggio! Post sui libri, sono felice di presentare e di aver letto insieme a voi il primo libro della trilogia spagnola scritta da Lucia Chacon Siete agujas de coser che aspettiamo venga tradotta in italiano tutta. Partiamo dal primo volume!

Lucia Chacon, Le ragazze dell'atelier

Lucia Chacon, Le ragazze dell'atelier, Piemme, Milano 2026

Tit. orig.: Siete agujas de coser

Trad. di: Sara Meddi 

Genere: romanzo femminile

Categoria: cucito

Trama

In una Madrid degli anni '90, Julia, con l'aiuto di Amelia per la quale ha lavorato e che l'ha cresciuta dopo la morte della mamma, apre un piccolo negozio di riparazioni sartoriali che presto diventa un accademia di cucito per chi vuole imparare a modificare o creare abiti. Attorno alla scuola si raduna quindi un gruppo di donne di varie età, ognuna con la sua storia e la sua motivazione di imparare a cucire e, attraverso gli occhi di Sara, una di loro, seguiamo le vicende di tutte. Grazie al lavoro d''ago si creeranno delle amicizie, si ripareranno i legami rotti dal tempo e si cucirà su misura la vita superando i problemi a piccoli passi. 

Commento

É un libro davvero bello, scritto in modo chiaro e fluente, con una serenità di fondo nonostante la gravità e la pesantezza di alcune storie (in cui ognuna di noi si riconoscerà): c'è chi è vedova, chi ritrova un padre, chi aspetta un bambino, chi non è una buona madre. Su tutto aleggia l'importanza della solidarietà, del non lasciarsi andare, dell'intervenire quando qualcuno ha bisogno di aiuto, di prendersi il tempo per riflettere, modificare, calcolare bene, cucire e scucire come si farebbe con un vestito che deve calzare a pennello. 

Needlework Fiction Books

É uno dei libri in cui si descrive maggiormente il processo sartoriale, dalla presa delle misure, alla preparazione del cartamodello, la scelta e il taglio della stoffa, cucitura e modifiche. Invoglia ad imparare o a riprendere la macchina da cucire abbandonata. Dimostra anche quanto il cucito sia terapeutico per ritrovare la voglia di vivere, di fare, di creare, di essere belle, di condividere, di imparare ed insegnare. Fa riflettere sul fatto che niente si ottiene velocemente, ci vuole il suo tempo, con calma, serenità e un pizzico di amore. 

Note

La scrittrice ha un bellissimo sito, blog e un canale youtube di cucito, vi invito a guardarlo a partire da qui dove trovate tutte le indicazioni e gli indirizzi. Penso proprio che leggerò anche gli altri due volumi appena verranno tradotti, li aspetterò! Potete regalarlo tranquillamente o consigliarlo a chi ama il cucito, sicuramente si ritroverà. Lo potete trovare nella vostra biblioteca, su mlol, nella vostra libreria preferita oppure online

Cosa leggerò per il prossimo mese?

Mese di giugno, in attesa dell'estate, leggeremo un libro, anch'esso da poco uscito, di una scrittrice islandese: Il ricamo di Sigrun Palsdottir. Vi metto la trama:
 
Reykjavík, fine Ottocento. Sigurlína è una giovane vivace che ha un'abilità rara: i suoi ricami sono opere d'arte. Ma non solo: vivendo con il padre vedovo si occupa da sola della casa e lo affianca nel suo lavoro di ricerca e catalogazione di antichi manufatti islandesi e nell'accoglienza di studiosi provenienti dall'estero. Ed è durante una di queste visite che Sigurlína matura l'impulso di fuggire dal suo paese per scoprire il mondo. Entrata per caso in possesso di un reperto di enorme valore, si imbarca per New York decisa a usarlo come moneta di scambio con un ricco collezionista. Il destino invece le riserverà una serie di avventure rocambolesche a contatto con un'umanità varia, dall'upper class di Manhattan alle colleghe di una sartoria, come lei immigrate in cerca di fortuna. Sigurlína conoscerà la durezza della grande città, degli alloggi precari e del lavoro sommerso, ma le sue capacità di ricamatrice le garantiranno l'autonomia. Quando la vita sembra offrirle finalmente un'occasione il prezioso manufatto viene rubato per ricomparire in tutto il suo splendore sotto una teca del Metropolitan Museum. Nello stesso momento a Reykjavík una commissione d'inchiesta ufficiale si riunisce per fare luce sulla sua scomparsa. Sullo sfondo dei paesaggi rarefatti di un'Islanda avviata verso l'indipendenza e di una New York caotica in corsa verso il futuro, Sigrún Pálsdóttir tesse un romanzo di formazione dal sapore tragicomico, che gioca con il picaresco e ci regala un personaggio femminile tenero e umanissimo per parlarci dei patrimoni culturali, della loro conservazione, del significato che hanno per le nazioni e per ciascuno di noi.
 
Se vi piace l'idea nel parleremo qui martedì 2 giugno che, in Italia, coincide con la festa della Repubblica.

Commenti

  1. Questa tua recensione mi ha fatto venire voglia di andarlo a cercare. Ultimamente evito questo genere perché ce ne sono veramente troppi scritti male e con storie inconsistenti. Ma forse, come dice una mia amica, ho l'asticella troppo alta :P In effetti è vero perché ammetto senza vergogna che "Le ragazze dell'atelier" l'avrei lasciato perdere per il sospetto di AI e l'orrenda copertina che di solito è premessa di altrettanto orrendo contenuto (o traduzione!).
    Vado a ordinarlo, sulla scia della tua recensione. Buona settimana!

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Come fare fiocchi perfetti: tutorial per abbellire un ornamento

A grande richiesta oggi vi insegno a fare dei finti fiocchi perfetti (finti perché in realtà non si annodano), utili per rifinire i nostri ornamenti ricamati, presto e bene. Ovviamente i metodi sono moltissimi, questo è il mio, ma in futuro ne possiamo vedere altri. Pronte? Prendiamo il nostro ornamento che abbiamo già preparato con il nastrino per appenderlo: in questo caso io ho fatto un ornamento per l’albero di Natale, ma va bene qualsiasi altro tipo. Teniamo sottomano: un ago già infilato con una gugliata non molto lunga in tono con la nostra stoffina e annodiamo l'estremità, in modo che sia già pronto (ci servono le mani bene libere);  un paio di forbici ben affilate;  due tipi di nastro (io scelgo sempre un'organza sintetica perché costa poco ed è brillantissima, e un nastrino di raso identico a quello che ho usato per fare l’appendino) che possono essere dello stesso colore, ovvero tono su tono, o di colore diverso che si abbini con il nostro ri...

Punto croce: a quanti fili si ricama?

Ciao ragazze, oggi parliamo di filati e cerchiamo di rispondere a una domanda piuttosto frequente: quanti fili dobbiamo usare per le nostre amate crocette? Parliamo ovviamente del filato più comune, ovvero delle matassine di cotone mouliné che, solitamente, sono vendute in unità di 8 metri a 6 capi. Proviamo a fare chiarezza. Molti disegnatori hanno ormai l’abitudine di aggiungere una legenda ai loro schemi con indicato le dimensioni del ricamo sui vari tipi di tela, la quantità di matassine per colore e, appunto, il numero dei capi da usare. Ma non sempre siamo così fortunate. Allora, come facciamo? Posto che dipende dal tipo di tela che usiamo e dall’ effetto di copertura che vogliamo ottenere, per il punto croce non è un aspetto secondario, la nostra scelta fa una grande differenza! Generalmente: 1 capo dona poca copertura e può essere usato per i dettagli meno pieni come il cielo sullo sfondo; 2 capi donano una migliore copertura, è la quantità usata ...

Tele da ricamo: aida e count

Torniamo alla nostra rubrica sulle tele da ricamo. La volta scorsa abbiamo parlato della composizione delle varie declinazioni della tela aida . Oggi torniamo sull'aida ma cerchiamo di imparare le sue misure: cosa sono i count, come si calcolano, come si calcola la dimensione di uno schema, quanti fili dobbiamo usare. Procediamo con ordine. Le misure Quando andiamo in negozio a comprare la tela aida, ci viene chiesto a quanti count, a quanti fori o a quanti quadretti la vogliamo. Noi italiani parliamo di quadretti , nei paesi anglosassoni usano i count che non corrispondono, eh? Attenzione: una tela 20 count non significa che ha 20 quadretti in 10 cm. Vediamo di essere più chiari. Cosa sono i count I paesi anglosassoni hanno, come unità di misura, il pollice (inch) che corrisponde a 2,54 cm (arrotondiamo a 2,5). Con count , si intende il numero di quadretti di tela che ci stanno in un pollice (quindi in 2,5 cm). É un po' complicato per noi che non siamo abituati ...

Come rifinire il retro di un ricamo su telaio: tutorial

Ciao ragazze, eccoci a un nuovo tutorial! Oggi vi mostrerò come ho rifinito il retro del mio ricamo con la lumaca montato su telaio e vi darò qualche consiglio per cucirlo facilmente senza tanti pensieri (è a prova di imbranate, ci sono riuscita io!). Ta daaaaa, questo è il risultato che otterremo: il retro del telaio bello coperto, ben cucito e perfino firmato! Vediamo passo passo come fare. Innanzi tutto, prima di montare il nostro ricamo, prendiamo del feltro o del pannolenci (io ho usato quest'ultimo perchè più morbido e facile da cucire) e, utilizzando il cerchio interno del telaio (quello più piccolo per intenderci) tracciamo con la matita la misura. Se volete potete usare anche un compasso, l'importante è che facciate la misura perfetta. Ora, montiamo il nostro ricamino sul telaio, tenendo ben tesa la tela e centrandolo con cura. Giriamolo (non guardate il mio retro!! Lo so che è un casotto, ma quando va coperto non faccio attenzione, ricamo e b...

Mani di fata, speciale asciugamani a punto croce n. 5: piccola recensione

Buongiorno ragazze! Oggi metto da parte i miei ricami per farvi una piccola recensione di una rivista che trovate ancora in edicola per tutto il mese di maggio, così, se vi piace, fate in tempo ad acquistarla senza dover ordinare online o richiedere gli arretrati (vi lascerò comunque tutti i link). Fino all'anno scorso, Mani di fata allegava lo speciale asciugamani a punto croce nel mese di marzo. Quest'anno, forse per il cambio di editore, lo ha fatto nel mese di maggio. Trovate quindi in edicola le due riviste (Mani di fata + Speciale asciugamani) per tutto il mese di maggio a 6,50 euro in totale. Direi che se vi interessa conviene, i numeri separati costano di più se li comprate online. Vorrei tralasciare la recensione di Mani di fata per concentrarmi solo sulle speciale asciugamani , però vorrei dirvi cosa ci trovate e una piccola opinione personale: come da tradizione Mani di fata è una rivista di tutte le arti cosiddette femminili, quindi c'è punto croce, filet, u...